Il periodo della Quaresima, che va dalla fine del Carnevale a Pasqua, è simboleggiato dalla Coremma o Quaremma, un fantoccio raffigurante una vecchia brutta e magra, tutta vestita di nero, con il fuso e la conocchia in una mano e nell'altra 7 penne di gallina-quante sono le domeniche che vanno dalla Quaresima alla Pasqua-infisse in un'arancia... Simboleggia la Parca di nome Cleto che, secondo la mitologia, filava il destino degli uomini.
A Pasqua la Quaremma si distrugge con il fuoco dei petardi suscitando l'allegria dei presenti. Con la domenica delle Palme e con il rito della visita ai "Sepolcri" si entra nel vivo delle celebrazioni della Settimana Santa. "Trozzule" e "Coddure" o "Cuddhure" i simboli di una forte tradizione legate alla Resurrezione. Durante la Quaresima, periodo caratterizzato da una grande moderazione alimentare, erano banditi dalle tavole carne, uova e formaggi. Tali privazioni terminavano durante la Settimana Santa, in particolare le uova venivano utilizzate per la preparazione di dolci pasquali.
Tra questi il più diffuso è ancora oggi la "CUDDHURA" o "CODDURA, un grosso pane di forma circolare, con incorporate molte uova (in numero dispari) sode col guscio, che le giovani donne regalavano ai fidanzati nel giorno della Resurrezione. Il termine "cuddhura" deriva dal greco "Coulloura" col quale gli antichi greci indicavano particolari focacce offerte agli dei in cambio di favori e benevolenza. In epoca cristiana tale offerta si rivolge ai fidanzati e non più agli dei pagani. Altri tipi di "cuddhure" hanno la forma di "campanaru" (campanile), destinato ai più piccoli, di "gadduzzu" (galletto) per i ragazzi, di "pupa" (bambola) per le ragazze. Le "coddhure" venivano portate in chiesa, la mattina del sabato santo, per la benedizione che, nella solennità della Resurrezione, risvegliava l'idea di fecondità consacrandone il valore.
I ragazzi, oltre alla "cuddhura", portavano in chiesa la "TROZZULA" o "TRENULA", un curioso arnese congegnato esclusivamente per far rumore costituito da un pezzo di legno su cui è montata una ruota che agisce su una linguetta mobile; ad ogni movimento produce un suono gracchiante simile a quello della rana: annunziava le funzioni religiose del venerdì santo quando le campane erano mute per prescrizione liturgica e accompagnava l'annuncio della Resurrezione di Gesù. Ancora oggi tale annuncio è sottolineato dal fragore di centinaia di "trozzule" roteanti.
Numerose sono le tradizioni legate alla passione di cristo; tra queste ricordiamo le processioni, del Cristo morto e della Madonna Addolorata, accompagnate dal cupo rullare del tamburo e dal suono lamentoso di una tromba. Molte sono le confraternite di "penitenti", persone incappucciate e scalze che sfilano portando sulle spalle una croce di legno oppure pietre appese al collo, le cosiddette "PISARE": espiano colpe e peccati flagellandosi con una frusta.
Ancora vivo è il rito "griko" della passione, perpetuato da cantastorie che in un greco antico, tipico della Grecìa salentina, cantano la passione di Gesù, accompagnati dal suono della fisarmonica e dell'organetto. I cantastorie portano sulle spalle un ramo di olivo ornato di "ZAGAREDDHE", nastrini colorati simboleggianti i raggi del sole.
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